Flashback: four days in Italy

Oggi voglio raccontarvi cosa ho fatto la settimana scorsa, dopo aver completato la struttura del blog e prima di metterlo online: sono stata in Italia.
A voi non sembrerà certamente strano, ma io erano tre anni che mancavo dal suolo natio (se si escludono due giorni toccata e fuga a Firenze per un concerto, ma quella è un’altra storia).
Che dire di questo viaggio, per altro cortissimo? Rivedere parenti e amici è sempre un piacere, soprattutto quando se ne hanno pochi e i rapporti sono ottimi, esattamente come nel mio caso. Della mia città preferisco non parlare, del resto se me ne sono andata un motivo ci sarà. Forse se fossi nata a Roma, a Milano, ma anche a Palermo o a Lecce non avrei sentito il bisogno di scappare, ma della provincia paludosa in cui ho trascorso i miei primi cinquant’anni non ho bei ricordi, se non quelli legati alle persone, e a distanza di tre anni ho potuto constatare con sgomento come siano cresciuti lo squallore e un generale senso di abbandono. I primi due giorni ha persino fatto freddo, anche se poi la domenica il sole ci ha ricompensato con gli interessi, regalandoci una fantastica giornata sul lungomare, dove festeggiavamo la comunione di mio nipote con una bella mangiata di pesce. Pesce fresco, mediterraneo, profumatissimo: come si mangia in Italia!
La cosa strana è che, almeno a Latina, non si trova la varietà di cibo internazionale che posso ovviamente trovare a Londra e la qualità dei cinesi/giapponesi/indiani/kebabbari non può assolutamente competere con quella che trovo qui, anche o forse soprattutto nei mercati. Però, per quanti ristoranti italiani si possano trovare qui (pizzerie, trattorie e via dicendo) quelli veramente buoni, dove la cucina è davvero italiana e non quella strana cucina inventata che si trova nei ristoranti per stranieri, si contano sulle dita di una mano, e sono o carissimi o lontani da dove abito io.
Mi mancava il pane italiano, cotto al forno a legna e con la crosta croccante; mi mancavano gli alimentari dove scegliere tra duemila tipi di formaggi diversi (e non c’è neanche l’ombra del Cheddar!). E poi le pizzerie dove vai la sera, che hanno tutte il forno a legna, e la margherita non ha sopra strani formaggi ma solo la mozzarella, che al massimo puoi chiedere che te la mettano di bufala, e le pizze costano proprio poco, con 10 euro ti prendi pizza e birra. E poi adesso c’erano anche i fiori di zucca e i carciofi romani, le sole due verdure che qui non trovo proprio.
Inutile dirvi quanto ho potuto mangiare, mi ero ripromessa di cominciare la dieta appena rientrata, ma Londra ci ha accolto con un tempo così freddo che ho solo voglia di cucinare e mandar giù cose calde e sostanziose.
Magari approfitterò di queste giornate per provare qualche ricetta nuova e condividerla con voi.
A presto.

Today I want to tell you what I did last week, after completing the blog structure and before putting it online: I've been in Italy!
Nothing strange, isn’t it? But I didn’t return home for three years (if you exclude two days in Florence for a concert, but that is another story).
What can I say about this trip? Spending some time with relatives and friends is always a pleasure, especially when they are not too many and the relationships are good, just like in my case.
I prefer not to talk about my city: there is a reason if I live here. Maybe if I was born in Rome, in Milan, but also in Palermo or Lecce, I wouldn’t felt the need to run away, but about the marshland where I spent my first fifty years I have no good memories, except those related to people. In these days I could only see a general sense of abandonment, what a pity.
The first days were cold, but on Sunday there was a beautiful sun and we had a fantastic day on the seaside, where we had lunch for the communion of my nephew. Fresh, mediterranean, tasty fish: how amazing is the italian food!
It’s weird that in London I can find a large variety of good international food, but the most of the italian restaurants you can find here aren’t really good, but they propose a strange, creative cuisine (italian kitchen for foreigners). The good Italian restaurants are a few, and they are either too expensive or far from where I live.
I missed Italian bread, cooked in a wood-burning oven and its crispy crust; I missed the groceries where you can choose between two thousand different types of cheeses, not even Chedda; and then the pizzerias where you go in the evening, who have all the wood oven, and the Margherita has no strange cheese but only mozzarella, and you can ask for the buffalo one (and the price for Pizza&Beer is only €10,00) . I also ate pumpkin flowers and roman artichokes, the only vegetables that I can’t find here.
There is no need to say how much I managed to ea., I promised to start the diet as soon as I came back, but London welcomed us with such a cold weather that I just want to cook and eat hot and comfort food.
Maybe I'll take advantage of these days to try some new recipes and share them with you.
See you soon.